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Messico indaga su video che mostra presunti narcotrafficanti in Ucraina addestrati all’uso di droni offensivi

Il governo messicano sta verificando l'autenticità di un video che ritrae membri del Cártel Jalisco Nueva Generación in Ucraina, mentre apprendono l'uso di droni da combattimento in un contesto di guerra.

Luca Zecca

4 min di lettura

Messico indaga su video che mostra presunti narcotrafficanti in Ucraina addestrati all’uso di droni offensivi

Il governo del Messico ha avviato un’indagine su un video circolato recentemente sui social network, che mostrerebbe presunti membri di organizzazioni criminali messicane impegnati nel conflitto armato in Ucraina. Tra questi, sarebbero riconoscibili esponenti del Cártel Jalisco Nueva Generación (CJNG), uno dei gruppi criminali più potenti e violenti del paese latinoamericano.

Le immagini, diffuse senza una chiara fonte, mostrano almeno nove uomini vestiti con equipaggiamento tattico e armati, posizionati in un’area boschiva. Il video ritrae la loro attività in un contesto che sembra essere un campo di addestramento o una zona operativa, con l’impiego di droni FPV (First Person View), piccoli velivoli telecomandati utilizzati per operazioni di sorveglianza e attacco.

La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha confermato che il Gabinetto di Sicurezza nazionale ha preso in carico il caso e sta esaminando il materiale video per determinarne l’autenticità e le implicazioni. “Le indagini sono in corso per verificare se i video siano autentici e, in ogni caso, per capire come cittadini messicani possano essere coinvolti in un conflitto armato in Europa”, ha dichiarato durante la consueta conferenza stampa mattutina.

Le prime analisi suggeriscono che questi narcotrafficanti potrebbero essere stati reclutati come mercenari o addestrati da terzi per acquisire competenze nell’uso di tecnologie militari avanzate, in particolare i droni FPV. Questi dispositivi, dotati di telecamere che trasmettono immagini in tempo reale a chi li pilota, vengono impiegati nel teatro ucraino per attacchi mirati contro truppe e mezzi militari. La guerra in Ucraina è diventata un banco di prova per l’adozione e lo sviluppo di queste tecnologie, con un uso quotidiano che ne ha ampliato le capacità operative.

In America Latina, l’impiego dei droni da parte di gruppi criminali è in rapida crescita. In Colombia, ad esempio, secondo dati ufficiali del ministero della Difesa, gli attacchi con droni da parte di gruppi armati sono passati da zero nel 2023 a oltre 300 nel 2025. Anche in Messico, i cartelli hanno progressivamente modificato droni commerciali per trasformarli in strumenti di sorveglianza e di attacco, aumentando la loro efficacia nelle attività illegali.

Il rischio associato a questo fenomeno è che le organizzazioni criminali importino in America Latina tattiche, tecnologie e conoscenze maturate sul campo di battaglia ucraino, uno dei più tecnologicamente avanzati al mondo. Questo potrebbe rappresentare un salto di qualità nelle capacità operative dei cartelli, rendendo più sofisticate le loro modalità di azione e di conflitto.

Le autorità messicane ipotizzano che l’ingaggio di questi combattenti possa essere avvenuto tramite intermediari, come società private che partecipano indirettamente ai conflitti armati. La presidente Sheinbaum ha sottolineato che, al momento, non sono stati stabiliti contatti ufficiali con il governo ucraino riguardo a questa situazione. Fonti di intelligence internazionali indicano che i narcotrafficanti e altri criminali latinoamericani cercano di apprendere tattiche militari moderne, sfruttando la guerra in Ucraina come un’opportunità di formazione sul campo.

Un ulteriore elemento di interesse è la presenza significativa di volontari latinoamericani nel conflitto ucraino. Si stima che quasi il 40% dei combattenti stranieri attivi in Ucraina provenga da paesi dell’America Latina, un dato che potrebbe facilitare il coinvolgimento di membri di organizzazioni criminali in attività militari o paramilitari.

Le autorità messicane stanno quindi monitorando attentamente la situazione, non solo per accertare la veridicità del video, ma anche per comprendere le possibili conseguenze di un coinvolgimento diretto o indiretto di narcotrafficanti nel conflitto europeo. L’eventuale ritorno di questi soggetti in America Latina con nuove competenze e tecnologie potrebbe incrementare la pericolosità e la complessità delle operazioni criminali nei loro paesi d’origine.

Il fenomeno dell’uso dei droni da parte dei cartelli è sotto stretta osservazione anche da parte di altri governi della regione, che temono un’escalation delle capacità offensive di questi gruppi. La trasformazione di droni civili in strumenti di guerra rappresenta un cambiamento significativo nel modus operandi delle organizzazioni criminali, che possono ora condurre attacchi più precisi e meno rischiosi per i loro membri.

Il video che ha scatenato l’indagine messicana è stato diffuso in un momento in cui l’attenzione internazionale è alta sul conflitto in Ucraina e sulle implicazioni globali della guerra. Le immagini hanno suscitato preoccupazioni non solo per la possibile partecipazione di narcotrafficanti stranieri, ma anche per la diffusione di tecnologie militari avanzate tra gruppi non statali e criminali.

Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni con l’obiettivo di chiarire la provenienza del video, l’identità delle persone ritratte e le modalità con cui queste sarebbero state coinvolte nel conflitto. Il governo messicano ha annunciato che collaborerà con le autorità internazionali per approfondire il caso e prevenire eventuali rischi di destabilizzazione legati al ritorno di combattenti addestrati all’estero.

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